mercoledì, giugno 30, 2010

Della prescrizione e della mafia.

7 anni, possono essere tanti o pochi.
dipende dalle motivazioni, che ancora non sono state rese note.

certo è che chi va con lo zoppo impara a zoppicare, ma secondo me era già predisposto alla tetraplegia.
Del fiore si vede oggi il frutto, ed il frutto è marcio fino all'osso.

Tristezza quindi, per una sentenza che lascia solo l'amaro in bocca, pavida e timorosa delle ripercussioni politiche che un corretto verdetto avrebbe portato per il paese e forse per le carriere degli sfortunati arbitri delle malefatte di questo regime.

Una epurazione oggi è sempre dietro l'angolo, per quanto non cruenta, sempre dolorosa e scomoda.

Il messaggio ai boss della mafia è evidente: "il mafioso Mangano era ed è un eroe" dice il politico che ha collaborato ed aiutato il mafioso in passato, e lo ricorda oggi al mafioso che non testimonia contro di lui e neppure contro il suo amico di lunga data.

Non senza corrispondenza di amorosi sensi,con un governo, l'attuale, che aiuta con leggi e leggine politici, mafiosi e delinquenti comuni ad avere sconti di pena, prescrizioni, insabbiamenti, agende rosse smarrite, disastri di ustica dimenticati.

L'Italia ed il governo che con una pausa di due anni la governa da 15 anni e più, evidentemente non agisce come dovrebbe uno Stato Sovrano contro un branco di assassini delinquenti, i mafiosi, che se fosseto un'azienda sarebbero la seconda azienda del paese quanto a giro d'affari e guadagni.

Alla seconda azienda d'Italia qualche favore oggi o in gioventù lo si concede... ed anche il titolo di eroe, evidentemente.

Delusione, tristezza, amarezza, rabbia, ma non stupore.
Ormai quest'italia non è più capace di stupirmi quando scava e si affossa ben oltre il baratro nel quale già si è impantanata.

Falcone, Borsellino , Biagi, e tutti i morti per mafia dello Stato si stanno rivoltando nella tomba.
I terremoti che avvertiamo sono loro che cercano di attirare l'attenzione degli italiani...