sabato, novembre 06, 2010

wifi libero in italia? mah!

WiFi on a streetlight
Ecco perchè mi piace il Fatto Quotidiano. (link)
quando tutti le sparano grosse, e a destra e sinistra ribattono contenti "che tutto andrà bene se non meglio"...
non esita a dire quello che già era chiaro e palese, che l'elefante è nella stanza, ovvero che l'italia non intende rinunciare per nulla al controllo della rete e dei navigatori, atto principe del decreto Pisanu che oggi si vantano di voler eliminare!
insomma... negli Stati Uniti il wifi è libero (anche li in pericolo, ad onor del vero), in Europa ( quella vera) anche nelle piccole cittadine di provincia il wifi è libero , in alcuni paesi persino con più frequenze libere.

Qui da noi si insiste nel limitare l'accesso a chi è identificabile, e tracciarne la navigazione.
bene così, se piace al popolo.
ma che non ci si prenda in giro.

il wifi non sarà libero, sarà controllato come oggi , solo con l'identificazione tramite apparati acquistabili (€!!!) da privati ( le sim ed i cellulari), e probabilmente con rooter wifi speciali che garantiscano l'identificazione tramite SIM, probabilmente venduti dalle grandi compagnie di telefonia.

tutto fa business insomma, specialmente quando si tratta di legiferare.

domanda: questo presunto "wifi libero" che ci propinano, serve ai navigatori o alle compagnie telefoniche per far più soldi?

Immaginate il turista francese o americano in italia, che si domanda come collegarsi in wifi in piazza o sul lungomare... lo vedete il giornalaio che gli spiega che per connettersi gratis, deve comprare una sim italiana, lasciare un documento di identità, che dove naviga e le sue password saranno tracciate?

vorra' comprare una sim italiana, per navigare solo qualche giorno?

riuscirà il turista medio, ad evitare che lo smartphone che il nipote gli ha regalato si connetta via wifi e NON con le costosissime tariffe a tempo o pacchetti di dati dei nostri gestori di telefonia?

sentite il rumore di fondo?
cric cric...
è il rumore della cricca...

giovedì, novembre 04, 2010

Diffamazione? tutto da rifare!

Se leggete cosa è il reato di diffamazione per la legge italiana, vi rendete conto di come sia un retaggio di un passato dittatoriale, fascista, imperialista romano.
E la giurisprudenza negli anni ci ha ricamato sopra una orrenda superfetazione legale.

In pratica, se si dice la verità in pubblico, e la verità "fa male", in italia si viene condannati per diffamazione.

a chi serve tutto cio' ?
ai politici che fanno porcherie, a chi va con le escort in privato e in pubblico dichiara di essere a favore della "famiglia", al clero che è zeppo di pedofili, ai politici corrotti, agli ingiusti, ai malfattori ed ai truffatori che non vogliono essere conosciuti dal pubblico, perchè perderebbero la possibilità di continuare a perpetrare i loro misfatti.

Io propongo una revisione della legge: se è vero si puo' dire e pubblicare. se è falso, è diffamazione. punto.
facile. anche un bambino capisce la differenza.

è necessario liberare la stampa, la gente dalla minaccia fascista di eventuali condanne per diffamazione quando semplicemente dicono la verità.

sempre in quest'ottica considero che il diritto all'oblio sia una ennesima putrescente invenzione dei criminali per poter continuare a delinquere.
Invero credo che l'oblio dei propri misfatti uno se lo debba guadagnare con opere giuste, lodevoli, o semplicemente "sulla retta via".

vuoi far dimenticare i tuoi crimini? fai del bene.
se invece imponi per legge di dimenticarti, stai evidentemenente compiendo un ennesimo crimine contro l'umanità.
ho detto.

riferimenti utili:
http://it.wikipedia.org/wiki/Diffamazione (diritto_italiano)